Ti è mai capitato di sgridare il cane con uno sberlone e urlargli contro?

No? Neanche quella volta che sei arrivato a casa stanco e nervoso, dopo una giornata di lavoro, con la sola voglia di cenare e andare a dormire, e hai trovato la tua amata fodera del divano allegramente squarciata, e un bel mucchio di simpatiche piume dolcemente sparse in ogni angolo della sala? O ancora un lago di pipì da pulire?

Capisco non sia facile mantenere la calma in certe situazioni, ma è giusto sgridare il cane? E soprattutto serve a qualcosa?

cucciolo dalmata mangia scarpaCon questo articolo scoprirai i motivi per i quali sgridare, picchiare o urlare addosso al cane, oltre a non essere assolutamente utile ai fini dell’educazione, sono il perfetto modo per aggravare la relazione con il tuo cane.

Sì, sono certa che la prossima volta ti verrà automatico pensarci due volte prima di reagire con la rabbia.. e non si tratta di motivi etici o filosofici! Tutt’altro!

Si tratta di capire cosa funziona e cosa non funziona, cosa è giusto fare e cosa bisogna evitarecosa una specie diversa dalla nostra comprende, e cosa non comprende!

Una volta compresi questi semplici meccanismi, educarlo sarà molto, molto più semplice e molto meno stressante!

Sei pronto? Cominciamo!

7 motivi per i quali non è giusto sgridare il cane

1. Perdi la sua fiducia

Per guadagnarsi l’amore di un cane, bisogna prima guadagnarsi il suo rispetto, e prima ancora la sua fiducia.
Quando picchiamo un cane, perdiamo quella fiducia che si era creata tra di noi, e ricostruirla, soprattutto se il cane non è dotato di grande autostima, è un processo lungo e difficoltoso.

2. Crei confusione

Cani e uomini comunicano tra di loro in maniera del tutto differente.

Infatti, i nostri sensi sono sviluppati diversamente: il loro olfatto è molto più sviluppato del nostro, mentre la nostra vista è più sviluppata della loro; il cane vede il mondo con il naso, mentre noi lo vediamo con gli occhi.
Il loro udito è più sviluppato del nostro, ma il gusto è meno sviluppato rispetto a noi.
Per quanto riguarda il tatto, siamo molto simili.

Noi uomini comunichiamo a parole, mentre i cani lo fanno con il corpo e con l’energia, solo in pochissima percentuale utilizzano il suono per comunicare.

È fondamentale tenere presente questi aspetti quando si parla di comunicazione.

Di conseguenza, i metodi utilizzati dagli esseri umani per rimproverarsi a vicenda, sono ben diversi da quelli che utilizzano i cani.
Mentre una madre spazientita sgriderebbe e tirerebbe uno schiaffo al figlio che fa i capricci, un mamma-cane, utilizzerebbe un’energia calma e decisa per afferrare il cucciolo al collo per i secondi che bastano perché lui si rilassi e smetta immediatamente di fare quello che sta facendo.

Va da sé che quando utilizziamo i nostri metodi per insegnare qualcosa ai nostri cani, difficilmente loro potranno capirci.
Lo schiaffo o le grida, non fanno parte dei loro metodi per comunicare, quindi non li capiscono, anzi li temono. Per questo oltre ad essere sbagliato sgridare il cane è anche inutile.

Quando noi urliamo qualcosa al cane, quello che lui percepisce, al posto che un rimprovero, è un’energia instabile ed eccitata, energie che in natura, all’interno di un branco, verrebbero attaccate e in alcuni casi allontanate. Quello che ne deriva, è un cane convinto che i propri proprietari siano persone squilibrate, inaffidabili e, di certo, non dei saggi capibranco.

Come porre fine ad un gioco senza creare confusione

labrador gioca con carta igienicaSe mentre stai giocando con un cucciolo, inizia a mordicchiarti e farti “male” e vuoi farlo smettere, urlargli “Insomma basta, mi fai male, smettila, ma sei stupido?!” non farà altro che eccitarlo e incitarlo ulteriormente al gioco!
Anche spingerlo via dandogli una pacca, lo farà tornare da te più determinato.

La cosa giusta da fare per interrompere il gioco senza alzare la voce e sgridarlo è dire un secco e deciso “No!”.

Prima esperienza con un cucciolo? Non diventare matto e crea solide basi fin dal primo giorno con il tuo nuovo amico a 4 zampe. Scarica gratuitamente l’ebook: “La guida del cucciolo – I primi 11 fondamentali passi, da conoscere SUBITO, per crescere un cucciolo equilibrato” e scopri il metodo migliore per allevare un cucciolo.

3.  Azione – Reazione – Associazione

Il cervello del cane non è complesso come il nostro.
Il cane vive nel presente, in un mondo del “qui e ora”.
Lui non pensa al passato e non programma il futuro come fanno gli esseri umani.
Reagisce alle situazioni, non premedita mai una mossa da compiere.

Uno degli errori più gravi che commettono le persone quando vogliono insegnare al cane a non fare più i bisogni in casa, per esempio, è quello di pensare che il cane possa capire che lo si sgridi per un fatto già accaduto, anche solo qualche ora o qualche minuto prima.
Lui non lo capisce, non può fare certe associazioni, e rimarrà confuso sul messaggio che avete provato a trasmettergli.

La punizione deve seguire sempre la regola della simultaneità: deve essere inflitta nel primo atto della sequenza comportamentale e non nella fase consumatoria, o ancora peggio per un’azione già completata.

Mi spiego meglio.

1 esempio scarpa rosicchiata

Se rientrati in casa troviamo una scarpa rosicchiata, non servirà a nulla portarla vicino al muso del cane e sgridarlo. La punizione, per avere effetto, deve arrivare nel momento in cui lui si dirige verso la scarpa, e non quando ha già finito.

Il cane è in grado di associare un’azione solo al momento presente, e mai in modo retroattivo.
Se lo punite mentre sta facendo qualcos’altro, lui crederà di essere stato sgridato per quello che stava facendo nel presente, e non per quello che ha fatto con l’oggetto che state tenendo in mano.

A questo punto la maggior parte delle persone mi dice: “ma se io entro in casa e chiedo ai miei cani chi ha fatto la pipì, lo scopro in base a come mi guardano o si muovono!”
Mi spiace deluderti, ma ognuno dei tuoi cani sta semplicemente reagendo alla tua energia, e ognuno lo fa diversamente, anche in base al livello di sottomissione in cui si trova rispetto alla tua figura.

In risposta al nostro tono di voce e all’energia che emaniamo, il cane assumerà il tipico atteggiamento da senso di colpa: occhi tristi, orecchie basse, coda in mezzo alle gambe, schiena curva e testa inclinata.

Noi interpreteremo questo atteggiamento come un reale pentimento da parte del cane, ma in realtà non è così! Quello che accade nella sua mente è ben diverso; “come animali sociali hanno bisogno di essere integrati armoniosamente nel branco e l’abbandono o l’isolamento risultano essere molto dolorosi per loro” scrive il biologo Lents. Il cane non capisce di aver disobbedito ne tantomeno il castigo, assume un atteggiamento di sottomissione e paura di essere rifiutato dal branco.

Questo atteggiamento detto “arco di scuse” è tipico dei lupi e dimostra, come spesso ho detto, ancora una volta la parentela tra il cane e il lupo.  Puoi approfondire l’argomento su questo articolo de La Repubblica “Quando il cane chiede scusa è perché ha imparato dal lupo”

2 esempio: cucciolo che deve imparare a fare i bisogni fuori casa

Effettuare delle punizioni a posteriori, come picchiare il cane o pucciargli il muso nella pipì, oltre a essere inutile, aumenterà il suo stato d’ansia, diminuirà la fiducia in voi e renderà l’apprendimento dei bisogni all’esterno più lento e difficile.

Spesso le persone mi dicono “ma con il mio cane ha funzionato!”.  La verità è che.. non ha funzionato. Il tuo cane ha imparato da solo, perché tu dopo aver sbagliato a punirlo, poi lo hai portato fuori e hai espresso felicità (anche senza accorgertene, tramite la tua energia) ogni volta che ha fatto ciò che speravi.
Il tuo cane ha imparato a fare i bisogni fuori, ma ancora adesso non ha capito perché lo sgridassi.

4.  Imitazione Interspecifica

Un motivo sicuramente valido per cui non è giusto sgridare il cane è la sicurezza della tua famiglia.

Sgridare il cane potrebbe causare dei problemi comportamentali nel tempo. Esattamente come il cane può imparare da noi a fare certe cose divertenti, può imparare come fare cose meno divertenti, come per esempio difendersi.
Se noi utilizziamo la forza e la cattiveria per rivolgerci ad un cane, lui potrebbe imparare ad usare la stessa aggressività verso di noi o i nostri cari.

5. Nessuna distinzione

Come abbiamo già detto nel primo punto, il cane che viene sgridato, perde pian piano la fiducia nel proprio padrone, e in poco tempo (bastano pochi episodi, in alcuni casi anche uno solo), avrà associato ogni mano alzata con una situazione spiacevole e un dolore fisico.

Uno degli aspetti più negativi di questo è che una mano alzata nel gesto di tirare una sberla, assomiglia incredibilmente alla mano alzata di un bambino che vuole accarezzare il cane.

I cani alla paura reagiscono in due modi: il primo, scappano, il secondo, attaccano.

6.  Mancanza di attenzioni

Questo punto probabilmente ti lascerà a bocca aperta.

Alcuni cani, annoiati, poco stimolati e che non ricevono abbastanza attenzioni, nel momento in cui sbagliano e il padrone li sgrida, si sentono appagati.

Il fatto che ti sei alzato, sei andato da lui e lo hai considerato, per lui è una cosa positiva e continuerà a ripetere quel comportamento per ricevere le tue attenzioni.

7.  Risultato opposto

Prima di sgridare un cane per qualcosa che sta succedendo, bisogna chiedersi se quella è la soluzione giusta al problema.
Nella maggior parte dei casi, la risposta è no.
Un cane che per esempio ha paura del temporale, se sgridato, non farà altro che aumentare il suo stato d’ansia.

Per sapere come risolvere questo problema, leggi “la paura dei rumori forti”.

Così come un cucciolo, se viene sgridato mentre sta sporcando in casa (e non subito prima) oltre a non potersi fermare per la mancanza della possibilità di gestire gli sfinteri, invece che imparare a sporcare fuori casa, imparerà a fare i bisogni in casa quando voi non ci siete!

Questo argomento lo approfondisco nella “Guida del cucciolo”. Scarica gratuitamente la tua copia e scopri qual è il metodo migliore per allevare un cucciolo: La guida del cucciolo – I primi 11 fondamentali passi, da conoscere SUBITO, per crescere un cucciolo equilibrato!

Un ottimo esempio, è quello del cane che si fa trovare sul divano ogni volta che torniamo a casa, nonostante ripetutamente lo abbiamo sgridato per limitargli l’accesso.cane annoiato sul divano Mi è capitato di conoscerne uno quando ero piccola: i padroni continuavano a sgridarlo e a buttarlo giù dal divano, e lui, appena loro uscivano di casa, risaliva immediatamente. Pensavo:

  • o il cane è stupido e non capisce, ma è impossibile perché appena sente che stanno arrivando scende, quindi sa che non vogliono
  • o li prende in giro, altra ipotesi da escludere perché i cani non conoscono nè comprendono il concetto di “presa in giro”
  • o i padroni non sono coerenti e ogni tanto gli danno il lasciapassare, ma non era così
  • oppure c’è una quarta opzione che non conosco ancora. E infatti era così.

Per te ci sono una buona e una cattiva notizia: la buona notizia è che puoi insegnargli a non salire più definitivamente; la cattiva è che puoi continuare a sgridarlo quanto vuoi, ma non basterà a convincerlo a restare per terra.

Insomma, PERCHÈ il cane saliva sul divano nonostante sapesse che fosse una zona off-limits?

Rinforzi positivi

Il motivo va ricercato analizzando la situazione dal punto di vista dei rinforzi: è vero che il cane veniva punito dai padroni ogni volta che saliva sul divano, ma ogni volta che i padroni uscivano, il cane riceveva un rinforzo positivo (una gratificazione) dall’ambiente. La morbidezza, il calore, e il profumo del divano.

Il problema era che il cane stava a casa da solo più tempo di quanto non stesse a casa con i proprietari: quindi era maggiore il rinforzo positivo che riceveva dal divano, di quanto non fosse quello negativo della punizione da parte dei proprietari!
Per quanto potessero sgridarlo, non avrebbero mai ottenuto il risultato sperato!

La soluzione è quella di continuare a “punire” il cane (per punizione non si intende MAI una punizione fisica – dolorosa) un semplice “No!” deciso è più che sufficiente.

Nel caso in cui invece non si è in casa la soluzione è negargli l’accesso per evitare che il cane si autogratifichi.
Dopo qualche tempo, si potrà ricominciare a lasciare la porta della sala aperta: il cane avrà capito che quella per lui è una zona off-limits.

Mantieni la calma e sii paziente!

Daniela

Hai trovato l’articolo interessante? Condividilo con i tuoi social e i tuoi amici.

Daniela Pitardi
Ciao, mi chiamo Daniela Pitardi, e sono da sempre una amante degli animali. Dopo aver concluso il Liceo Scientifico, mi sono iscritta alla facoltà di Biologia che ho lasciato dopo qualche anno per diventare ‘Professionista per la Cura degli Animali’, con la Specializzazione di Addestratrice Cinofila.

Ho 5 cani che mi tengono compagnia e mi aiutano con il mio lavoro: il mio obiettivo è rieducare i cani con problemi comportamentali per ristabilire serenità nelle famiglie e permettere una nuova e serena relazione tra il padrone e il suo amico a 4 zampe!

hei... hai bisogno di aiuto?

Ho creato una community dedicata all'educazione dei nostri amici a 4 zampe.

Troverai consigli gratuiti per migliorare il rapporto con il tuo cane!​